10 agosto 2016 Piero Billo

Gruppo Consigliare PD Comune di Savona

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COMUNICATO STAMPA

PER TIRRENO POWER SERVE UN PATTO COL TERRITORIO

I lavoratori di Tirreno Power sfilano in silenzio. In silenzio perché le parole su questa vicenda sono davvero state spese tutte.

E a proposito di parole leggiamo che il Movimento5- Stelle chiede a Tirreno Power di presentare un piano industriale per il prolungamento degli ammortizzatori sociali mentre la Sindaco Caprioglio garantisce massimo impegno ma non individua uno straccio di strategia. Sono posizioni utili solo a far pubblicare un trafiletto sul giornale di oggi.

La questione non è così semplice. Il futuro di quell’azienda (ma temo che ormai si debba parlare di futuro di un’area industriale e non di un’azienda) non è liquidabile (da parte delle forze politiche) con una richiesta di piano industriale.

Il processo di reindustrializzazione delle aree Tirreno Power (ma gli stessi ragionamenti vanno estesi anche alla situazione Bombardier) può essere attuato solo ed esclusivamente attraverso un patto del territorio, in cui le istituzioni (Comune di Savona e Regione in primis), le parti sociali e i rappresentanti delle imprese, definiscano insieme un quadro di incentivi per lo sviluppo e per il sostegno agli investimenti.

Per essere più chiari: la richiesta di riconoscere la Provincia di Savona come area di crisi complessa fatta dalla Regione al Ministero dello Sviluppo Economico (tardivamente e troppo a ridosso della fine degli ammortizzatori sociali) consentirà di attivare programmi di investimento produttivo (capannoni, linee di produzione, ecc) e programmi per la tutela ambientale  (bonifiche, riutilizzo di rifiuti, ecc).

Ma questa opportunità, per essere colta, deve essere sostenuta da un ruolo attivo del territorio tutto. Va richiesto alla Regione di impegnare subito risorse presenti nell’ambito dei fondi strutturali europei per ricerca e innovazione, competitività delle imprese e formazione del personale a complemento delle risorse Ministeriali.

E sempre la Regione dovrebbe dare attuazione a quanto pomposamente annunciato nella “legge per la crescita” (L.r. n.1/2016) sul tema attrazione degli investimenti. Propositi sbandierati e mai attuati.

Serve un vero e proprio piano di marketing territoriale per attrarre investimenti. Trovare, cioè, imprese a cui vengono presentate queste opportunità e che intendano, con l’aiuto degli strumenti finanziari a cui accennavamo sopra, avviare nuove attività produttive, ambientalmente compatibili, con l’impegno ad assorbire i lavoratori di TP.

Al Ministero e al Governo va chiesto di sostenere questo processo, non solo con le opportunità date dall’area di crisi complessa, ma anche attivando tutte i possibili contatti per promuovere e sostenere il rilancio dell’area.

In questo quadro si può e si deve chiedere a Tirreno Power di fare la sua parte, non solo come proprietario dell’area ma come soggetto che deve dare risposte in termini industriali.

Così si esprime la solidarietà ai lavoratori: provando a dare risposte concrete al loro futuro occupazionale.

Bisogna lavorare, e tanto. Purtroppo, arrivati a questo punto, i comunicati stampa in cui si chiede “a gran voce” qualcosa servono davvero a poco. Più che chiedere la politica dovrebbe dare risposte.

Savona, 28 luglio 2016

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